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Nel 2012 precari anche in banca. Guaio o opportunità?

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Se l’anno che si apre è pieno di incertezze, una cosa è sicura: la banca non è più il posto fisso per eccellenza. E così, anche nel settore finanziario, l’offerta di contratti a termine più che un’eccezione sta diventando una prassi. “Moltissime posizioni dove il tempo indeterminato era scontato, ad esempio il direttore amministrativo, oggi non lo sono più”, ha detto Fabio Scarcella, division manager Hays. “Il settore assicurativo, ad esempio, sta facendo richieste massicce di tempo determinato”, ha aggiunto Cristian Sala, financial director Kelly Services, “figure a termine molto richieste sono il contabile fornitori e il credit collector. Ruoli impiegati per potenziare la struttura aziendale per un periodo di tempo limitato”.

 

La scure del contratto breve non si abbatte solo sui profili junior, dove la flessibilità dei candidati è più scontata, ma riguarda anche i senior. Gli indeterminati, tuttavia, assicurano gli esperti, non sono del tutto una chimera: “Per il profilo controller il tempo indeterminato va ancora per la maggiore”, chiarisce il financial director Kelly Services. In quanto ai settori, “tengono ancora oggi molto bene l’e-commerce e il pharma innanzitutto”, aggiunge Scarcella.

 

Il problema è che molti candidati non stanno lavorando, così il datore di lavoro fa i suoi conti ed ecco che, non di rado, la ricerca di un indeterminato si trasforma in un contratto a scadenza. “Se presenti oggi una short list di cinque direttori finanziari, in media due sono liberi sul mercato”, spiegano da Hays. In tempi di ristrettezze, la famigerata “flessibilità” diventa una salvezza per le aziende.

 

E per i candidati cosa cambia dal punto di vista economico? Praticamente non molto. Per Scarcella: “L’offerta solitamente si adegua all’ultima retribuzione: se una persona guadagnava 100, non gli offri di più, ma comunque non lo prendi per 50. Certo, in passato c’è stato un momento in cui se cambiavi potevi guadagnare anche un 20% in più”. Dunque che fare a fronte di un’offerta a orologeria? Accettare, consigliano gli esperti, soprattutto se si è a piedi: meglio non avere troppi “buchi” nel curriculum tra un lavoro e l’altro. Con un però: tenere in considerazione solo i contratti non inferiori ai sei mesi, anche perché “in molti casi i primi sei mesi sostituiscono il periodo di prova”, conclude Sala, “dopodichè se l’azienda è seria, ci aspettiamo che inserisca la risorsa in organico”.

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