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Unicredit, spazio ai figli dei dipendenti

È accordo fra Unicredit e i sindacati sugli esuberi previsti dal riassetto per la Banca Unica, che dovrebbe partire a novembre: a lasciare la banca saranno in 4.700, mentre sono previste nuove assunzioni con un elemento che rappresenta uno schiaffo alla meritocrazia: la priorità ai figli dei prepensionati.

L’accordo con i sindacati è giunto dopo una maratona di cinque giorni, durante i quali si è anche sciolto il nodo della governance attraverso un aumento delle poltrone: tutto passa attraverso la creazione di una doppia direzione generale con il tandem Roberto Nicastro (per il retail e le Pmi) e Sergio Ermotti (per il corporate e l’investment banking).

L’intesa sugli esuberi include, per 3.000 persone, la possibilità di decidere l’uscita volontaria fino al 15 novembre di quest’anno. Qualora non venga raggiunto il numero prefissato, è prevista l’uscita forzosa a cominciare dai dipendenti che hanno 40 anni di contributi. Entro il 26 novembre prossimo, un accordo specifico regolerà, invece l’uscita dei 600 lavoratori in attesa dallo scorso luglio di entrare nel fondo esuberi. Più in generale è prevista la stabilizzazione a tempo indeterminato di 1.700 precari e l’assunzione di 1.121 giovani. E i dipendenti hanno strappato l’impegno dell’azienda a privilegiare le assunzioni dei loro figli, anche se con due vincoli legati alla laurea e alla conoscenza della lingua inglese mentre non è passata l’assunzione automatica dei figli dei dipendenti destinati al prepensionamento. Previsto anche un premio aziendale per i dipendenti nel 2010, ma che sarà erogato nel 2011, di importo medio pari a circa 2.000 euro.

Dei 3.000 lavoratori che lasceranno il gruppo entro le fine del 2013, 2.338 sono dipendenti delle società coinvolte nel riassetto della Banca Unica (Unicredit Banca, Banca di Roma, Banco di Sicilia, Corporate Banking, Private Banking, Family Financing Bank, Bancassurance Management & Administration). La mappa degli esuberi per società vede poi 368 uscite da Unicredit Business Partner, 92 da Global Information Services, 76 da Uci Real Estate, 62 da Audit, 24 da Credit Manangement Bank, 11 da Leasing. I restanti 29 in uscita entro quest’anno e nel prossimo triennio sono oggi occupati in altre società del gruppo di Piazza Cordusio.

L’accordo è piaciuto al mondo politico e sindacale: “un buon accordo di solidarietà generazionale” lo ha definito Giuseppe Gallo, segretario generale della Fiba-Cisl. Di certo non è il massimo per chi ha passato anni a costruirsi un curriculum e si vede scavalcare dai figli dei dipendenti. E non è un buon segnale da una banca che si poneva come avanposto europeo fra gli istituti italiani. Secondo Pietro Ichino, uno dei massimi esperti di diritto del lavoro in Italia, “questo accordo è una tipica manifestazione del regime di job property che caratterizza oggi il diritto e la cultura del lavoro nel nostro Paese: poiché il posto di lavoro è oggetto di un diritto di proprietà, è giusto che lo si possa lasciare in eredità a un proprio figlio o nipote”.

Comments (17)

Comments
  1. Io resto davvero “BASITO” da quanto letto……! Questa è l’Italia e se pice al mondo politico ben venga!!!!!!!! Per noi laureati vivere in un Paese dove la meritocrazia non esiste è meglio andare all’estero e prestare il proprio lavoro lì, dal momento che in Italia, i ragazzi meritevoli, solo perchè sono figli di operai, contadini, o artigiani, e non di dipendenti bancari o ex bancari non viene riconosciuta alcuna possibilità! TUTTO QUESTO NON E’ GIUSTO!!!!!!! A questo punto lasciate le univeristà che siano solo “riservate” a chi nella società si colloca negli alti ranghi e occupa i vertici della “stratificazione”! Questo reclamo è riservato al sig. Gallo (Fiba-Cisl) e al dott. Ichino visto che uno dei massimo esponenti di diritto del lavoro, però non giuslavorista abbastanza direi! Complimenti!

  2. è un’ingiustiza verso tutti gli stagisti/precari/interinali che sputano sangue per essere assunti a tempo indeterminato. Così è veramente uno schifo.

  3. E’ vero , non è giusto che solo i figli dei dipendenti abbiano delle marce in più per entrare in banca. Fare l’accordo con ”firma sindacale” è un’indecenza,sindacale e politica,probabilmente una direttiva di piazza Cordusio sul dopo Profumo, per rilanciare la politica delle assunzioni, o meglio ridimensionare gli esuberi, sempre dovuta a questo tipo di politica, ovvero delle assunzioni ad hoc, figlie delle ”bolle speculative ad hoc, e dei crack finanziari ad hoc. Solo la ”scalata libica” di settembre era meno ad hoc ultimamente!
    Mi chiedo a questo punto se l’ufficio selezione del personale (di qualsiasi banca) abbia ancora senso di esistere se poi, i ”pizzini coi nomi dei figli e dei nipoti ”risultano avere la meglio sui curricula a 3 pagine di gente come me ad esempio, 29 enne, ragazzo laureato in economia, con esperienze stagionali in 3 banche diverse, esperienza in azienda nel controllo di gestione, stage in ambito finanziario in Ufficio Ministeriale, erasmus all’estero, ottime doti analitiche e commerciali che ha finito di lavorare il 30 settembre, cambiando dopo la laurea già 4 città , facendo su e giù x l’italia . Io aspetto una chiamata coraggiosa da qualcuno..

  4. una vergogna per chi si impegna, ancora una volta in italia le aziende non scelgono i propri dipendenti in base alle loro attitudini e alla loro formazione, come accade sempre piu’ spesso in italia, ma chi ha amici, parenti…….. e poi ci chiediamo perche’ all’estero le nostre aziende bancarie sono considerate meno di nulla……….

  5. …concordo pienamente con voi. é proprio uno schifo.

  6. Sono ex dipendente Unicredit (assunto direttamente da loro a tdeterminato)…ancora sto aspettando che richiamino…così avevano promesso!!! Nel frattempo ho lavorato per altre 2 importanti banche e adesso sono ancora in mezzo ad una strada!! E menomale che lavorare in banca era una garanzia!!! Questa è l’italia signore e signori…quasi quasi vado a fare l’idraulico o il panettiere…ma adesso anche per fare questi mestieri bisogna essere figli di…!!!

  7. Purtroppo questa è la fotografia del nostro paese (non a caso scrivo paese in minuscolo)! E poi i dipendenti stessi si lamentano che l’azienda (in tal caso la banca) va male; certo, se viene riempita dai figli di…, che hanno già la “pappa pronta” e nessun interesse ad impegnarsi in ciò che fanno (tanto sono già a posto cosi!), come faranno a migliorare le cose? E’ una vera desolazione sotto tutti i punti di vista…

  8. Non sono stupito dalla banca che almeno per una volta dichiara pubblicamente le raccomandazioni.
    Sono stupito dai sindacati, si parla di raccomandazioni e loro approvano, è un vero paradosso.
    Io più volte dopo mesi di lavoro interinale in banca sono sempre stato segato da raccomandati improvvisi, anche dichiarati ufficialmente tali, prendevano il mio posto. E quando i sindacati dovevano aiutarmi mi snobbavano perchè non venivo considerato un lavoratore, ero “solo”
    un interinale.
    Ma andatevene…in Italia!

  9. vergogna unicredit chiudete subito i conti ragazzi!!!!!

  10. Anche io sono ex impiegata interinale del gruppo e resto senza parole per quello che leggo! Io sono laureata ho fatto un Master e attualmente sono disoccupata a 32 anni! Poi dicono che i giovani non hanno più sogni,non hanno ideali e sogni in cui credere….questa è L’Italia!!!

  11. E’ veramente una presa in giro per tutti i ragazzi che hanno studiato, hanno fatto sacrifici per laurearsi, sono preparati e hanno delle competenze da vendere sul mercato del lavoro. Peccato che questo mercato del alvoro è ingessato da lobby che iniziano dalle aule parlamentari e di governo e terminano anche nelle aziende private.!! mi vergogno di essere italiano….

  12. I sindaci di Unicredito lo hanno dichiarato publbicamente, ma le altre banche fanno pure: in tutti i colloqui bancari c’è una parte riservata a ” dipendenti e conoscenti che lavorano nel gruppo” proprio per questo motivo. Sino al 1992, quando l’Italia stava fallendo, il 75% delle banche erano pubbliche. Nelle imprese pubbliche funziona così, Enel, Eni, Ferrovie, ecc. ecc. e quindi nelle banche è rimaste il retaggio di quando erano cosa pubblica. In ITalia, ci sono i poveracci che lavorano, siano essi dipendenti, profesisonisti o imprenditori, e poi i super parassiti tutelati. Questa è la situazione, piaccia o non piaccia

  13. Anche nella mia banca esistono questo tipo di accordi di derivazione ottocentesca.
    Premesso che non li condivido per nulla e che li abolirei sedutastante, eviterei commenti eccessivi dove si parla di assenza di meritocrazia o simili… Questi posti, infatti, sono spesso posti di lavoro da cassiere/impiegato di livello basso, ed è spesso sufficiente un diploma per potervi accedere. L’unica vera alternativa a questi accordi sarebbe l’assunzione libera, basata sui colloqui (quelli invece sono del tutto meritocratici chiedo io ?!?). Chi accampa scuse come la presenza di questi accordi per giustificare proprie difficoltà professionali o fughe all’estero, dovrebbe prima chiedersi se ha davvero qualità adatte al mercato del lavoro dove compete, o se invece è in una fascia poco richiesta dove le difficoltà sono oggettive, a prescindere da accordi poco trasparenti.

  14. io sono un dipendente unicredit e lavoro da 30 anni ho 50 anni. Concordo con i commenti che avete scritto. Non vi immaginate le porcherie che ho visto in tanti anni , ed io sono una vittima di queste. La meritocrazia non esiste , i ruffiani e figli degli amici fanno carriera e poi i neoassunti senza aver fatto un briciolo di carriera te li ritrovi dopo 5 anni con lo stesso livello retributivo di uno come il sottoscritto che lavora da 30 anni. Credetemi prendete un banco al mercato con i cinesi e megliooooo.

  15. dimenticavo…..grazie di tutto questo i sindacati specialmente la fabi la cisl e la uil. Si salva solo la cgil…ma fa veramente poco. Con la scusa di sbandierare la tutela dei giovani(e non e’ vero che li tutela) oppure di garantire finestre di uscita a quelli che sono vicini alla pensione ( altra grossa balla) ti scarica dicendo che la fascia intermedia e’ quella che non ha bisogno di essere salvaguardata…balle. con queste belle parole non fanno un emerito c…… e ti prendono 20 euro al mese. Dove sono finiti i diritti dei lavorator? calpestati…..per tutelare i dirigenti.

  16. non capisco perchè ve la prendete tanto,i figli di impiegati unicredit avranno la priorità solo a parità di merito.Se qualkuno ha un curriculum a tre pagine non avrà difficoltà a dimostrare di essere più preparato e quindi più meritevole di un figlio di dipendente senza esperienza….

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