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La disoccupazione in Italia sarà risolta a Bruxelles?

Bruxelles

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La disoccupazione è oggi l’emergenza sociale più grave e difficilissima da risolvere.

Secondo una ricerca, la maggior parte dei disoccupati italiani è ormai senza lavoro da molto più di un anno andando incontro a gravissimi problemi di sopravvivenza e ad uno sgretolamento dell’autostima lavorativa.

In Europa i disoccupati sono circa 19 milioni e per combatterla, sono tutti concordi nel ritenere che, occorre allentare le politiche di rigore fin qui imposte dall’Unione.

Il nostro nuovo governo considera prioritaria la lotta alla disoccupazione anche se ancora non sono stabilite le misure più idonee a combatterla.

I due partiti che compongono la maggioranza di governo hanno ricette diverse per ridurla e allora c’è da chiedersi se l’impulso alla soluzione non sarà dato da Bruxelles, poichè per combattere la disoccupazione servono molte risorse che il Governo Italiano fa fatica a trovare.

E la battaglia per ottenere nuove risorse si combatte più in Europa che in Italia. Il neo Premier Enrico Letta ha lanciato un messaggio ai governanti degli stati dell’Unione dove si decide la politica europea, sottolineando che sarebbe auspicabile una proroga per rientrare nei vincoli del Trattato di Maastricht.

Comments (2)

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  1. Buongiorno,
    mi viene da domandarmi perchè ci ostiniamo tutti, da Grillo al PD al PDL etc, a scaricare le nostre responsabilità e i nostri problemi sugli altri, anzichè affrontarli con coraggio, umiltà e senza paura ….
    E’ come dire che quando una persona ha la febbre, se ne sta seduto “comodo” ad aspettare che il medico gli bussi alla porta e gli fornisca la medicina… forse non sta poi così male!?

    Quando io ho la febbre, alzo il telefono, chiamo il medico, vado nel suo ambulatorio, aspetto 2 ore per una ricetta, vado in farmacia e prendo la medicina (con tutti i dolori del caso)…
    Mi muovo io per primo! ed è giusto che sia così!
    Perchè se non ho cura io per primo della mia salute, come può avercela un altro???

    Le risorse per la battaglia le abbiamo tutte (PMI, giovani brillanti, neo-pensionati che possono trasferire la loro esperienza longeva), solo che per “comodità” non si vogliono usare.
    Quando la febbre diventerà malaria, forse qualcuno prenderà a cuore il destino dell’Italia, che non è solo la disoccupazione…..

  2. come potete essere così ingenui nel pensare che ci sarà una ripresa, una diminuzione della disoccupazione giovanile di cui tutti parlano, e la disoccupazione over 50 secondo il mio giudizio e più grave.
    Nel 2005 ad inizio anno, capitai presso un’aziendina di circa 20 operai nelle vicinanze di Voghera (bacino di industrie nel settore calzaturiero), entrando vidi che erano intenti a verniciare e lucidare le macchine utensili, feci una battuta per come impegnassero il tempo invece di produrre, ma il proprietario mi rispose che quel giorno era per loro l’ultimo giorno di lavoro in quanto tutte le macchine utensili erano state vendute in India.
    Il concetto è che se abbiamo svenduto tutta la tecnologia verso i paesi dell’est, dell’oriente e estremo oriente, cosa ci rimane come produzione solo produzioni di nicchia, saremo solo dei passa carte e avremo solo della logistica e servizi.

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