Il gruppo Intesa SanPaolo ha approvato la riorganizzazione delle sue operazioni di retail che persegue il rafforzamento del modello che ne ha caratterizzato sin dalla nascita nel 2007 il progetto di armonizzazione delle diverse caratteristiche locali precedentemente riconducibili alle due banche con l’adozione della filosofia legata alla Banca dei Territori. Chiare sono peraltro le finalità di questo piano: “migliorare l’efficacia dell’azione commerciale sul territorio; rilanciare l’azione di marketing per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi; mantenere un adeguato controllo dei costi”.
Un modello certo adatto alle caratteristiche del tessuto economico italiano che vengono in un certo qual senso assecondate dalla nuova organizzazione che prevede la suddivisione in otto direzioni regionali cui farà capo la rete territoriale posta sotto la responsabilità del nuovo direttore generale Francesco Micheli.
“Dall’annuncio traspare anche la volontà di un forte efficientamento della rete, grazie ad un potenziamento della forza commerciale ed al rinnovamento dell’offerta, sfruttando anche la collaborazione sinergica con le fabbriche prodotto. Tale indirizzo potrebbe rappresentare un modello cui fare riferimento in una fase di mercato difficile come l’attuale, nella quale emerge chiaramente la necessità di ‘rifondare’ la relazione con la clientela, la cui fiducia nei confronti del sistema bancario appare fortemente compromessa.”, commenta Federica Frasca, manager della divisione Banking & Insurance di Antal Intenational Italy.
Una maggiore attenzione per il commerciale e per il territorio non potrà che giovare al tessuto economico, infatti per le imprese “non è che non ci sia lavoro, non ci siano potenzialmente delle commesse, ma la nostra famosa piccola e media impresa, che magari non ha riserve infinite, in questo momento di crisi può risultare penalizzata dal mondo bancario”, spiega Marco Menghini, amministratore delegato di Human Lab.
Dalla migliore efficacia dell’azione commerciale sul territorio del gruppo Intesa Sanpaolo, la risultante concorrenza con altre realtà italiane non potrà che agevolare proprio quel tessuto locale che aspira a migliori prodotti e migliore assistenza.
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E’ UN MODELLO ORGANIZZATIVO CHE INTESA SANPAOLO HA GIA’ SPERIMENTATO CON RISULTATI LUSINGHIERI PRIMA COME AMBROVENETO E SUCCESSIVAMENTE IN OCCASIONE DELLA FUSIONE CON COMIT.
TALE MODELLO ERA STATO STRAVOLTO CON LA BANCA DEI TERRITORI CON UN APPESANTIMENTO DELLE STRUTTURE PERIFERICHE CHE ERANO TORNATE A FUNZIONARE COME LE VECCHIE FILIALI BANCARIE DI CIRCA VENTI’ANNI FA.
certamente risultati ottenuti come? con la minaccia di licenziamento con la riduzione di incentivi ed altro ancora ….
parola di un disabile licenziato
che bello è stato lavorare in Intesa Sanpaolo
Consiglio a tutti di andare a lavorare lì
Riguardo al nuovo modello di riorganizzazione della Banca dei territori,penso che porterà a un’ eccessiva concentrazione delle funzioni agli organi centrali che avranno tutti il sapore di essere organizzati come ministeri. Inoltre l’obiettivo di Modiano era quello di creare una banca che non fosse una rete di vendita ma che potesse coniugare l’esigenza di un’alta redditività degli azionisti senza un’eccessiva spinta commerciale. Non penso che il modello di Micheli e Passera, i cui danni possono essere ancora visti oggi alle Poste Italiane, riuscirà a coniugare queste due esigenze.
Un ritorno al modello che si ha prodotto utili nel tempo,ma che ha avuto
come contropartita un’esasperazione della pressione commerciale sui dipendenti che a cascata ha portato alla vedita di prodotti i cui risultati sono sotto l’occhio di tutti.Aver collocato prodotti strutturati di emittenti che si sono rivelati dei colossi d’argilla e’ un record che solo B,Intesa si puo fregiare di aver ottenuto.Risultato?Nessun mea culpa di chi ha fatto dell’up front commissionale la propria stella cometa….
Il mercato bancario italiano non è riuscito ancora a raggiungere il vero modello di banca universale tedesco da molti anni rincorso e, ciò, ha creato una inefficienza operativa attenuata solo dalla elevata propensione al risparmio degli italiani.
Le banche devono in primo luogo creare forza lavoro preparata ad offrire alla clientela i consigli davvero più convenienti senza essere ostacolati dall’ignoranza degli operatori e da obiettivi di budget di prodotto e di quantità.
Il resto sono solo chiacchiere perchè se il sistema bancario funziona bene le strategie territoriali e straordinarie divengono una semplice conseguenza già orientata da gestire.
Il nuovo modello di riorganizzazione della Banca dei territori,penso che porterà a un’ eccessiva concentrazione delle funzioni agli organi centrali che avranno tutti il sapore di essere organizzati come ministeri.
va benissimo il nuovo modello- non ci saranno spostamenti di personale nor-sud- se non per eccelse professionalita’-il personale assunto lavorera con piu’ armonia e propensione allo sviluppo in special modo nella propria zona di influenza-