Al credito per le imprese servono specialisti

Abi e Confindustria hanno riconosciuto la necessità di avere a disposizione nuovi strumenti di comunicazione finanziaria che siano in grado di fornire una “autodiagnosi” della situazione finanziaria di quelle realtà che cercano di reperire capitali per le loro attività. Si vuole puntare alla creazione di un modello che possa tenere conto soprattutto del futuro di una impresa e non solo della sua storia finanziaria.

“Il progetto Abi Confidustria è certamente interessante e presenta degli elementi di grande novità rispetto all’approccio consolidatosi in questi ultimi anni in termini di gestione e concessione del credito. È da tempo che gli istituti bancari cercano di governare l’accesso al credito adottando un approccio rigorosamente quantitativo, un approccio di fatto sistematizzato da Basilea2 e dall’introduzione del ‘rating’. Tuttavia, è per tutti evidente che tale sistematizzazione ha in parte fallito l’obiettivo: da un lato non ha sempre consentito di presidiare adeguatamente il rischio di credito, dall’altro si è spesso tradotta in una rigidità che ostacola la crescita economica e lo sviluppo delle aziende”, spiega Federica Frasca, manager della divisione Banking & Insurance di Antal Intenational Italy.

Il miglioramento della comunicazione finanziaria dovrebbe facilitare il superamento delle problematiche del passato e impone di individuare quali risorse umane dovranno valutare con maggiore attenzione che in passato le strategie delle imprese.

“Il progetto di comunicazione finanziaria sembra proporsi di superare queste criticità: la concessione del credito da parte delle banche dovrà scaturire da un’analisi dell’azienda e del suo business anche dal punto di vista qualitativo.
Diventerà fondamentale guardare anche alla progettualità che l’azienda intende sviluppare, alle modalità in cui intende farlo, oltre che alle risorse umane che ne saranno il ‘veicolo’. Questo potrebbe portare alla creazione di nuovi ruoli all’interno degli istituti di credito, anche se è facile ritenere che a questi verranno destinate risorse interne ad oggi operative in ruoli affini”, conclude Frasca.

Se nuovi specialisti verranno richiesti dal mercato si vedrà, ma sicuramente questa sarebbe una via per ridurre almeno in parte l’enorme carico di crediti deteriorati che pesa sui bilanci delle banche italiane.

Commenti (2)
  1. Credo che sia il momento di creare nuove professionalità da inserire all’interno delle banche. Non è plausibile pensare di rendere le regole più stringenti e complicate e lasciarle poi gestire a personale non qualificato per il tipo di lavoro che si richiede.

  2. terapia x mantenere aziende secondo il mio parere sarebbe:affidamenti in c/c non + di uno e non superiore a 15.000,il modo x non fare attività del denaro publico in negativo sarebbe dargli un mutuo alle proprie abitazione cosi che si curano il proprio immobile enon farli andare oltre,ma se dovessero sforare non farli fallire ma trasferire ad altri parenti …o amici..patners ma non togliere le aziende solo cosi i dipendenti non perderanno il lavoro,etccc con altre idee

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